Intervista a Isaac Viñales, in cerca di riscatto nel Mondiale Supersport

Per la stagione 2019 il Mondiale Supersport ha accolto nel suo schieramento tre piloti provenienti dal Mondiale Moto2. Mentre Federico Fuligni e Jules Danilo si sono accasati rispettivamente nei team MV Agusta Reparto Corse e CIA Landlord Insurance Honda, Isaac Viñales è entrato a far parte del team Kallio Racing Yamaha, che lo scorso anno ha vinto il titolo iridato con Sandro Cortese.

Isaac Viñales ha sposato la causa di Kallio Racing dopo tre tormentate stagioni nel Mondiale Moto2, dove non è andato oltre alcuni sporadici piazzamenti nella top-10. Precedentemente il 25enne spagnolo aveva corso in Moto3 dal 2012 al 2015 e lì aveva raccolto quattro podi e altri risultati importanti con Calvo Team e RBA Racing. Dopo non essere riuscito a fare altrettanto nella “middle class” del Motomondiale, Viñales ha deciso di cambiare e di passare al Mondiale Supersport e nelle prime cinque gare ha raccolto quattro piazzamenti in top-10 e un quarto posto a Buriram come miglior risultato. Lo scorso weekend, a Imola, il pilota di Llança ha tagliato il traguardo in sesta posizione.

Palmen in Motorradsport ha intervistato Isaac Viñales su questo inizio di stagione e su cosa gli è mancato per ben figurare in Moto2. Ecco le sue risposte.

 

L’intervista

 

Isaac, come ti trovi nel Mondiale Supersport?

Mi trovo molto bene, sinceramente. Sono felice di questo cambiamento, perché in Moto2 ho avuto moto scarsamente competitive e quindi non sono mai riuscito a vincere o a stare nelle prime posizioni. Qui, invece, mi trovo molto bene col team, con la moto e con tutto il resto. Devo ancora adattarmi un pochino alla Yamaha e alle gomme Pirelli, ma sono contento di com’è andata la stagione finora.

 

Come ti sembra l’ambiente WorldSBK, in confronto a quello del Motomondiale?

Qui l’atmosfera è molto più familiare e tranquilla. Le persone socializzano tra loro e non c’è tanta falsità, o come si dice in Spagna tanto “mamoneo”, come nel paddock MotoGP. 

 

Come giudichi gli anni che hai passato nel Motomondiale tra Moto3 e Moto2?

In Moto3 ho avuto due stagioni abbastanza positive (2014 e 2015, anni in cui è anche salito sul podio, ndr) e ho fatto alcune gare molto belle. Quando sono salito in Moto2, nel 2016, ho avuto la sfortuna di debuttare con un team che non era da prime posizioni (Tech 3, ndr) e quando ti succede questo, sei destinato a correre perennemente con moto e team da metà o fondo classifica, finché non te ne vai. Mi dispiace, soprattutto perché mi piace molto lo stile di guida della Moto2, ma purtroppo è andata così…

Isaac Viñales
Isaac Viñales secondo al Mugello nel 2014, alle spalle di Romano Fenati. Credit: Getty Images.

 

Come ci si sente, in una situazione così difficile?

Finisci per demoralizzarti. In Moto2 il pacchetto moto-team conta più di quanto si pensi e quando vedi che non hai la possibilità di stare davanti, perdi gli stimoli. Alla fine lo prendi come un lavoro: vieni in circuito, gareggi e torni a casa. È anche vero, ovviamente, che quando sei davanti prendi tutto con maggiore entusiasmo. Quelli sono i momenti in cui vivi davvero la passione per le moto. Purtroppo questo non mi è accaduto in Moto2, dato che mi sono trovato in team poco competitivi e con scarso budget (dopo Tech 3 ha corso coi team SAG e Forward negli anni 2017 e 2018, ndr). Qui in Supersport va molto, molto meglio…

 

E i risultati ti danno ragione! Per concludere, puoi dire il tuo obiettivo per quest’anno?

Punto ad arrivare nella top-5 del campionato (attualmente è ottavo, ndr), ma soprattutto voglio adattarmi al meglio alla moto e alle gomme e ottenere il maggior numero di podi possibile.

 

Photo Gallery: Václav Duska Jr.

 

 

 

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