“Chi c’è dietro?” #2 – Pierpaolo Franceschini e la comunicazione nelle moto

Pierpaolo Franceschini
Pierpaolo insieme a Kohta Nozane sulla griglia di partenza.

Un giovane ragazzo col sogno di lavorare nel motociclismo, passato in pochi anni dal gestire una pagina su Instagram a lavorare come addetto stampa nel Mondiale Superbike. Stiamo parlando di Pierpaolo Franceschini e Palmen in Motorradsport ha deciso di raccontare la sua storia attraverso la seconda intervista per la rubrica “Chi c’è dietro?” (qui l’intervista inaugurale, con protagonista Daniele Piagnerelli).

 

Ciao Pierpaolo! Com’è nata la tua passione per il motociclismo?

“Spero di ricordare bene nel dire di avere visto la mia prima gara di MotoGP alla veneranda età di cinque anni. Non so se si possa parlare di colpo di fulmine, ma sicuramente è scattato qualcosa. In famiglia, per altro, nessuno è mai stato particolarmente ‘motorsport addicted’, ergo quella che è nata dentro di me penso di poter dire che sia stata una passione vera e propria, senza nessuna forzatura di alcun tipo. La dedizione per i motori si estende ovviamente anche alle quattro ruote, ma se dovessi esprimere una leggera preferenza opterei chiaramente per le due. È il classico caso de ‘il primo amore non si scorda mai'”

 

Come sei entrato in questo ambiente?

“Diciamo che ogni anno ho avuto degli incastri particolarmente fortunati. Sul finale di 2019 un mio caro amico, Marco Santini, aveva bisogno di essere sostituito nel CIV nella sua mansione di addetto stampa del Team Rosso e Nero, che corre tuttora nella Supersport 600. Le cose sono andate discretamente bene e abbiamo proseguito il rapporto l’anno seguente, per poi continuare nel 2021 dove è arrivata anche l’occasione di lavorare nel Mondiale Supersport.”

 

Prima ancora di affermarti come addetto stampa, hai dato vita alla pagina BibbiaGP, che ad oggi vanta 20mila followers su Instagram. Ti aspettavi questi risultati?

“Sembrerà una risposta diplomatica, ma se mi fossi aspettato di formare una bella community con discreti numeri, la risposta è no. Mi sarei aspettato di generare interazioni con statistiche nella norma, ma quello che è successo è sicuramente andato oltre la mia immaginazione. Ciò che gratifica più dei numeri sono state le relazioni che ho potuto creare, le persone conosciute e l’essere in un qualche modo riconosciuto. Diciamo che no, non me l’aspettavo; semplicemente ci ho provato ed è andata abbastanza bene.”

 

Potresti raccontare un po‘ il tuo percorso nel paddock, a partire da quando hai iniziato a scrivere per vari siti? 

“Riprendendo il filone della prima risposta, il mio primissimo vero incarico in realtà è arrivato con un paio di testate online nel 2019. Nello specifico ho avuto l’occasione di entrare come addetto ai lavori nei round di Imola e Misano del mondiale Superbike. Per me è stato come catapultarsi in un mondo sconosciuto, ma estremamente intrigante e accattivante, dato che si trattava comunque di un obiettivo raggiunto. Di quei due appuntamenti ricordo senza dubbio l’essere spaesato e quella sensazione di dover sempre scoprire qualcosa di nuovo, ma anche e sopratuttto le prime amicizie di paddock. La mia ‘carriera’ giornalistica è poi proseguita gli anni successivi con Corsedimoto, che mi ha permesso di entrare in contatto con il mondo MotoGP un po’ più da vicino, soprattutto e purtroppo grazie alla pandemia. La situazione di emergenza ha obbligato tutti a lavorare da casa, aiutandomi tuttavia a scoprire come lavorassero i personaggi di quell’ambiente e a entrare addirittura in relazione con loro. È stato illuminante, non posso mentire, perché grazie a quel periodo ho carpito tante cose che mi sono poi state utili in futuro. Ovviamente è stato di grande aiuto tutto il lavoro in generale, dato che ho scoperto come gestire diversi momenti e l’esperienza accumulata, sia a livello di scrittura che pratica. È stata una bella palestra.”

 

Pierpaolo Franceschini
Al lavoro per il team ParkinGO nel 2021.

 

E cosa dici dei tuoi primi incarichi come addetto stampa?

“Si potrebbe fare un bel copia e incolla dei miei primi due round Superbike da giornalista. È stato come cominciare di nuovo, pur essendo già più affine alla vita di paddock. Essere ‘dall’altra parte’, però, è differente in molte piccole cose. Se si vive l’esperienza al 100%, banalmente non sei più da solo, ma con una squadra. Si creano ulteriori rapporti e si innescano dinamiche diverse, senza contare che i ritmi lavorativi sono differenti. Non c’è dubbio però sul fatto che questi primi anni nel ruolo di addetto stampa siano stati molto divertenti, ma credo che molto abbia fatto la mia indole sportiva. Mi è sempre piaciuto vivere situazioni di team ed essere parte di una squadra che lotta per un risultato. Chiaramente ci sono state le situazioni complicate, gli errori, il dover mettersi sempre in discussione e la voglia ogni tanto di scomparire. Fanno parte del percorso, ma penso che qualunque viaggio sia fatto di queste cose.”

 

Nel 2021 ti sei occupato dei profili social del team ParkinGO, impegnato allora nel Mondiale Supersport. Che anno è stato per te?

“Un anno travolgente ed elettrizzante. Lavorare in un contesto mondiale, con quel ruolo, era da sempre una mia aspirazione. Ed essere lì è stato comunque realizzare parte di un sogno. Viaggiare, respirare il paddock della Superbike con un altro punto di vista, fare altre nuove conoscenze, è stato tutto molto bello. Aggiungiamoci poi i buoni risultati raggiunti e uno dei migliori piloti del futuro, tale Manuel González, e chiudiamo sicuramente un bel cerchio. Certo, prima di iniziare questa avventura sono stato pervaso dal terrore e da tantissimi dubbi. Spero di esserne stato all’altezza, nonostante alcuni momenti complicati. Di quella esperienza mi porto sicuramente dietro tante cose, a iniziare dall'”imparare” a viaggiare all’estero e cercare di essere sempre pronti anche al di fuori del contesto domestico. Una sorta di sviluppo dell’istinto di sopravvivenza. Non potrei in ogni caso essere più contento di quell’annata: tutti i ragazzi della squadra, con cui tutt’oggi conservo un ottimo rapporto, mi hanno aiutato ad ambientarmi in un contesto dove mi sono ritrovato nuovamente come un pesce fuor d’acqua, oltre agli amici già presenti nel paddock.”

 

Quest’anno hai invece lavorato per il team GRT in Superbike (e nella Coppa del Mondo MotoE, dove la squadra italiana ha collaborato col team RNF). Come è stato vivere l‘intero mondiale da dentro, comprese le trasferte extraeuropee?

“Pazzesco e assurdo. Sono i primi aggettivi che mi vengono in mente per una stagione incredibile sotto tanti punti di vista. Le responsabilità cambiano e sono decisamente maggiori, così come tutto quello che devi fare. Avere l’occasione di ricoprire un ruolo del genere è un bel peso, ho iniziato a fare questo lavoro sperando di ritrovarmi in un contesto simile. Poterlo fare con due piloti, ma prima ancora due grandi persone come Garrett Gerloff e Kohta Nozane è stato un onore, ma sopratutto avere avuto la chance di poter condividere questa esperienza con tutte le bellissime individualità che fanno parte del team GRT, che mi hanno accompagnato in questa nuova avventura ancora più piene di paure che mi porto dietro tutt’oggi. Le trasferte extraeuropee sono poi un qualcosa che cerchi di immaginare, ma non sarai mai pronto fino a che non le vivi. Dai viaggi in aereo fino a essere lì. Sono anche sogni che si realizzano, perché il bambino di 5 anni che si appassionava ai motori guardava Phillip Island pensando ‘che bello sarebbe essere lì’. Ripensarci 19 anni dopo camminando tra curva Stoner, curva Honda e Siberia è clamoroso.”

 

Pierpaolo Franceschini
Il team GRT primo tra i team indipendenti nella Superpole Race a Phillip Island, grazie alla prestazione di Garrett Gerloff.

 

Un aneddoto divertente dal tuo percorso finora come addetto stampa?

“Questa è onestamente una domanda difficile! Ce ne sono alcuni che, scusatemi, non posso raccontare, però pensando a qualcosa che può essere reso pubblico direi sicuramente il primo round di Aragòn in una delle tante sere che abbiamo passato lì. I test prestagionali si tenevano giusto qualche giorno prima dell’inizio ufficiale della stagione, dunque siamo rimasti una decina di giorni nella zona del Motorland. In quei giorni si teneva una sorta di evento cittadino nel quale durante la sera in piazza, e tra l’altro il nostro hotel era letteralmente sopra la stessa, si teneva una specie di parata con tamburi e musica a tutto spiano. Diciamo che i piloti non erano felicissimi e in una di queste occasioni siamo scesi dal letto a ‘contemplare’ lo spettacolo dal vivo, vista la difficoltà a prendere sonno. Tra gli aneddoti che non si possono raccontare direi sicuramente le conversazioni ‘private’ tra Garrett e Kohta: contenuto top secret, ma divertimento assicurato.”

 

Chi vuoi ringraziare per quanto vissuto in questi anni?

“Una risposta scontata è dire tutte le persone che ho a casa e mi supportano, quindi la famiglia. Non hanno mai ostacolato i miei desideri, bensì li hanno assecondati. Il nostro non è un lavoro normalissimo, se così si può dire, bisogna fare dei sacrifici sotto tutti i punti di vista e per quanto le cose non siano sempre semplici sapere di avere sostegno tra le mura amiche è fondamentale. Ovviamente non c’è dubbio che io debba ringraziare tutte le persone con cui ho lavorato in questi anni, dal CIV al mondiale. Come detto nelle prime risposte, sono stati fondamentali nel mio percorso e lo sono tutt’ora. Ho in mente dei nomi in particolare, ma chi leggerà immagino saprà che sto parlando di lei/lui, dunque me li tengo per me dato che rischierei di dimenticare qualcuno e soprattutto alcuni ringraziamenti li faccio sempre in privato. Però ecco, sono tutti importanti, le persone con cui lavoro, gli amici a casa e a giro per il mondo, la famiglia, chi supporta la pagina o me stesso anche solo con una buona parola. Serve tutto per far sì che i ‘giochi’ funzionino. E grazie a te Ale, per avermi fatto tutte queste domande e avermi permesso di parlare un po’ del mio lavoro!”

 

Il ringraziamento in realtà va proprio a Pierpaolo Franceschini per la disponibilità e a lui vanno anche i migliori auguri per il prosieguo della sua carriera.

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