Intervista a Mateo Pédeneau, figlio e nipote d’arte talentuoso

Mateo Pédeneau MHP Racing
Mateo. Credit: Palmen in Motorradsport.

La gara dello scorso weekend a Donington Park è stata l’ultima del Mondiale Supersport 300 2019 prima della lunga pausa estiva. I più di 50 piloti iscritti al campionato torneranno in pista a inizio settembre a Portimao (Portogallo) e tra chi cercherà di ottenere un buon risultato c’è anche l’esordiente francese Mateo Pédeneau, uno dei quattro piloti del team MHP Racing – Patrick Pons.

Al suo primo anno fuori dalla natia Francia, Mateo Pédeneau si è distinto positivamente nella prima parte di stagione, sia per alcuni exploit nelle prove (settimo in Superpole ad Aragon e secondo nelle FP3 a Imola), sia per le buone performance mostrate in alcune gare. Il 16enne di Avignone è andato a punti al Motorland Aragon (12°) e nella prima delle due gare svoltesi a Jerez (13°) e alla sua prima stagione nel Mondiale Supersport 300, si è qualificato alla “Main Race” in tutti i round andati in scena finora, con la sola eccezione di Donington Park (non ha preso parte alla Last Chance Race per un infortunio a una gamba).

A rendere interessante Mateo Pédeneau non sono solo i risultati ottenuti finora nel Mondiale e i due titoli nazionali francesi conquistati nella sua ancor breve carriera (corre solo dal 2016), ma anche il fatto di essere figlio e nipote di due “Stéphane d’eccezione”. Uno è suo padre Stéphane Pédeneau, campione francese di boxe nella categoria dei pesi medi. L’altro, invece, è un certo Stéphane Chambon, Campione del Mondo Supersport nel 1999 e coach di Mateo nel Mondiale Supersport 300. Per completare il quadro, il giovane transalpino è anche nipote di Boris Chambon, in passato Campione del Mondo Supermotard.

Palmen in Motorradsport ha intervistato Mateo Pédeneau per parlare della stagione 2019, della sua carriera e di altro ancora. Ecco le sue parole.

 

L’intervista

 

Mateo, come sta andando la stagione?

Per adesso sta andando molto bene. L’obiettivo iniziale era quello di andare a punti e finora ci sono riuscito in due occasioni. Ora io e il team vogliamo continuare a migliorare e scalare ulteriormente la classifica, nella speranza di giocarci il podio a fine stagione.

 

Sarebbe bello raggiungere questo obiettivo a Magny Cours, davanti al pubblico amico…

Credo che ce la possiamo fare. Diversamente da tutte le altre piste del Mondiale, quella di Magny Cours la conosco molto bene e questo ci darà un vantaggio importante. Salire sul podio proprio lì sarebbe meraviglioso!

Mateo Pédeneau
Mateo in azione a Jerez. Credit: MHP Racing – Patrick Pons.

 

Puoi parlare della tua breve, ma già proficua carriera?

Ho iniziato a correre molto tardi, a 13 anni, grazie alla ZF Grand Prix (scuola di pilotaggio fondata da Laurent Fellon e dal pilota MotoGP Johann Zarco, ndr). Nel 2016 ho vinto il titolo nella Coupe Yamaha PW50 ottenendo quattro vittorie, due secondi posti e quattro terzi posti in 10 gare. Nel 2017 sono passato alla Coupe Yamaha ZFM150 e anche lì ho vinto il titolo al primo anno, con nove vittorie su dodici gare. Nel 2018 ho preso parte alla Coupe de France Promosport 400 con una Yamaha e sono arrivato terzo assoluto e secondo nella Yamaha R3 Cup (alle spalle di Romain Doré, che ora è uno dei suoi compagni di squadra, ndr). Dopo tutto questo, il team MHP Racing – Patrick Pons mi ha chiamato per fare il Mondiale Supersport 300 e li ringrazio nuovamente per questa opportunità.

 

Come ti trovi col team?

Molto bene. La squadra è stata fondata quest’anno, ma vanta uno staff di esperienza e Jean-Paul Boinet (titolare del team ed ex-pilota, ndr) la gestisce molto bene. Nel team c’è grande armonia, si lavora molto bene e ci si capisce al volo. Un paradiso!

 

All’inizio della tua carriera ti aspettavi di arrivare a un Mondiale di motociclismo?

Quando ho cominciato a correre il mio unico obiettivo era migliorare costantemente e non pensavo a dove sarei arrivato. Ora che sono al Mondiale, spero di continuare su questa strada.

 

Qual è il tuo obiettivo per il futuro?

Per il momento non ho obiettivi, voglio solo continuare a crescere e progredire. Mio zio Stéphane Chambon mi sta aiutando tantissimo e spero di fare ulteriori progressi durante la mia carriera. Dove arriverò, lo vedremo in futuro…

Mateo Pédeneau MHP Racing
Mateo ad Aragon. Credit: MHP Racing – Patrick Pons.

 

Preferisci MotoGP o Superbike?

MotoGP. Difficilmente ci arriverò, ma mai dire mai…

 

Quanto è difficile trovare sponsor per proseguire la tua carriera?

Per me è dura riuscire a trovarne e se sono arrivato fin qui è grazie soprattutto ai miei genitori. Non smetterò mai di ringraziarli per quello che fanno!

 

Parlando dei tuoi genitori, come vedono la tua carriera da pilota?

Praticare questo sport mi rende molto felice e questo fa sì che anche loro siano altrettanto felici. Come me, vogliono che la mia carriera sia un continuo progredire e non mi mettono nessuna pressione. Ovviamente hanno un po’ paura, dato che il motociclismo è notoriamente pericoloso, ma quando vedono che va tutto bene sono felici come me.

 

Per concludere, cosa fai fuori dalle piste?

Sto studiando per prendere il Bac Pro Vente (una sorta di diploma in vendite, ndr), perché se non andasse bene con le moto, mi piacerebbe molto lavorare nelle vendite. Oltre a studiare, vado regolarmente in bici e a correre. Mi piace anche la boxe: mi sono appassionato a questo sport grazie a mio padre e praticarlo mi aiuta molto ad essere aggressivo in moto. Mi sarei potuto concentrare sulla boxe, ma alla fine la passione per le moto ha avuto la meglio e spero di continuare a progredire come fatto finora.

 

 

 

 

 

 

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