Indy Offer, dal nulla al sogno Mondiale Supersport 300 in due anni

Indy Offer
Indy. Credit: Ian Ward / Bikesportpics.

 

Da quando è stato inaugurato, il Mondiale Supersport 300 ha accolto nel suo schieramento sia piloti già affermati come Scott Deroue e Ana Carrasco, sia giovani con scarsa esperienza, ma in diversi casi bravi e di talento. In quest’ultima categoria, di cui è un esempio il giovanissimo francese Mateo Pédeneau (intervistato un po’ di tempo fa), potrebbe aggiungersi presto il 16enne britannico Indy Offer.

Nato nel 2003, Indy corre nel Dickies British Junior Supersport Championship (il Campionato Britannico Supersport 300, inserito all’interno del BSB) con la Kawasaki del Team OCB e quella che state per leggere è la sua storia.

 

Carriera rapidissima

Originario di Sutton, Indy Offer è solamente al suo secondo anno di gare. Il tutto è iniziato all’improvviso a metà 2017, come ha spiegato Indy a Palmen in Motorradsport: “Mio padre correva a livello amatoriale e anche se lo seguivo costantemente, non mi era mai interessato provare una moto. Un giorno lui mi ha proposto di farlo e lì, mi sono reso conto di voler fare questo sport. Successivamente abbiamo comprato una moto e nell’agosto di quell’anno ho disputato la mia prima gara“.

Nel 2018, Indy ha vissuto la sua prima stagione da pilota nella ACU Team Green Junior Cup, campionato per giovani piloti su base Kawasaki Ninja 300/400. Nonostante fosse agli inizi assoluti della propria carriera, nel campionato promosso del British Motor Cycle Racing Club Indy è riuscito a vincere più gare e ad ottenere il quarto posto finale. In più, nel mentre, ha partecipato ad alcune gare del British Junior Supersport, andando a punti in più occasioni e assicurandosi, così, una sella per l’intera stagione 2019.

 

2019

Attualmente, Indy Offer sta disputando la sua prima stagione nella Supersport 300 britannica. Dopo ottimi tempi nei test pre-campionato, il giovane aveva iniziato l’annata con qualche difficoltà a livello tecnico e un po’ di sfortuna e nelle prime gare aveva fatto fatica a raccogliere risultati. Finalmente, nel round andato in scena dal 2 al 4 agosto a Thruxton, tutto è andato per il meglio. In sella a una moto finalmente a posto, Indy ha chiuso l’unica gara del weekend in un’ottima sesta posizione, dopo essere stato anche nel gruppo di testa nei primi giri.

Questo risultato non sembra nulla di eccezionale, ma il suo valore aumenta esponenzialmente se consideriamo quanto scritto sopra, cioè le difficoltà avute da Indy e il fatto che sia solamente al suo secondo anno di gare. Quanto raccolto in tale occasione rappresenta la svolta definitiva per il 2019 di Indy e ora l’obiettivo è fare altrettanto bene nelle tappe rimaste, a cominciare da quella in programma dal 6 all’8 settembre ad Oulton Park.

 

Indy Offer
Indy in azione a Thruxton. Credit: Ian Ward / Bikesportpics.

 

Sogno mondiale

Il sesto posto di Thruxton ha rappresentato per Indy Offer una grande iniezione di fiducia, anche in vista di un suo possibile passaggio al Mondiale Supersport 300. Lo scorso luglio, tra l’altro, il pilota britannico ha svolto un’importante sessione di test a Magione col team Scuderia Maranga Racing, compagine emiliana che partecipa al WorldSSP300.

Il test è stato molto positivo, a detta di piloti e team, e Indy spera davvero di poter fare il grande salto. “Il Mondiale – ha detto Indy – ha un livello eccezionale e credo sia il posto perfetto per crescere e mettermi in luce“. La partecipazione al campionato potrebbe essere, per lui, un passo importante verso il suo obiettivo, che è “diventare Campione del Mondo Superbike“.

 

Curiosità finale

In conclusione, un’altra cosa che incuriosisce di Indy Offer è sicuramente il suo nome. Un petrolhead come me assocerebbe facilmente il nome Indy al circuito di Indianapolis, ma la sua origine è ben diversa e a parlarne è stato il pilota stesso: “Viene dal film ‘Indiana Jones’. A un certo punto uno dei personaggi grida ‘Indy’ e siccome non era un nome comune, è piaciuto a entrambi i miei genitori, che hanno quindi deciso di chiamarmi così“. Curiosamente, inoltre, il tracciato di casa di Indy è Brands Hatch, che tra le sue configurazioni ne ha una conosciuta, guarda caso, col nome ‘Indy’…

 

Palmen in Motorradsport augura a Indy Offer “good luck” per le prossime gare e per il suo futuro, sperando di vederlo presto ad alti livelli.

 

 

 

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