Giacomo Donadio, un ritorno da favola

Giacomo Donadio
Giacomo. Credit: Luca Gorini

 

Il Misano World Circuit Marco Simoncelli ha ospitato il primo doppio round della Yamaha R3 Cup 2020. Il monomarca organizzato da AG Motorsport Italia ha subito regalato grande spettacolo, ma a spiccare su tutto è la bellissima storia di Giacomo Donadio. Il giovane pilota toscano, classe 2002, ha infatti conquistato un bellissimo terzo posto in Gara 1 e un settimo in Gara 2 dopo più di un anno di stop, in seguito al grave incidente sofferto nel CIV a fine marzo 2019.

Coinvolto in una caduta proprio a Misano, Donadio era stato trasportato a Cesena in eliambulanza e le sue condizioni erano apparse subito molto gravi, tanto da far pensare al peggio. Fortunatamente, il giovane si è ripreso poco a poco e ne è uscito ancora più forte di prima, cosa che ha dimostrato nella vita di tutti i giorni e nello sport che più ama. Rimasto nel team GradaraCorse Racing, Donadio ha fatto il suo ritorno alle gare con un incredibile podio in Gara 1 e ha poi chiuso Gara 2 al settimo posto, a un solo secondo dal podio. Sulla pista dove sembrava tutto finito…

Una storia di vera passione per il motociclismo, sulla quale Palmen in Motorradsport ha voluto intervistare lo stesso Giacomo Donadio.

 

 

Giacomo, come ti senti?

Sono soddisfatto e lo è anche tutto il team. Abbiamo fatto un ottimo lavoro e ci siamo preparati al meglio per queste prime gare a Misano. Inoltre, dal giovedì abbiamo avuto al nostro fianco Damiano Evangelisti (tecnico delle sospensioni con grande esperienza in Superbike, ndr) e lui ci ha aiutati moltissimo a sistemare bene la moto. In qualifica ci è mancato un ultimo step per partire davanti (si è qualificato al 12° posto, ndr), ma siamo andati forte fin dalle prove e il passo era molto buono. Nelle gare sono partito bene e già al primo giro mi trovavo in ottava o settima posizione, nel gruppo dei primi.

 

E poi è arrivato l’incredibile podio in Gara 1, dove hai anche realizzato il giro più veloce. Ti aspettavi di arrivare così in alto?

Non se lo aspettava nessuno, tantomeno io. C’erano buone possibilità di essere competitivi, ma né io, né il team ci aspettavamo di poter fare così bene. Tra l’altro, in Gara 1 sono arrivato a mezzo decimo dalla vittoria e anche questo è stato sorprendente.

 

Giacomo Donadio Yamaha R3 Cup
Donadio (#95) in lotta con Riccardo Mancini (#26) e Mattia Capogreco (#68). Credit: Luca Gorini.

 

Cosa ti ha portato ad andare così bene, secondo te?

Misano è la pista dove ho avuto l’incidente e avevo una sorta di conto in sospeso. Ho avuto qualche difficoltà all’inizio dei test che abbiamo fatto lì, ma già allora avevo la mente libera e il feeling con la moto è cresciuto sempre di più. Quando è iniziato il weekend, sono sceso in pista senza pensieri o paure e soprattutto non avevo nessuna pretesa, né fretta di stare subito davanti. Questo è positivo, perché poi siamo stati ancora più felici dei risultati ottenuti. Mi sono tolto una grande soddisfazione e, soprattutto, un bel sassolino dalla scarpa…

 

Cosa puoi dire del tuo recupero dopo l’incidente?

Fin dall’inizio ricordavo tutto e dopo le tre settimane passate a Cesena, ero già al round successivo del CIV al Mugello per supportare il mio team. I ragazzi mi hanno sempre sostenuto e sono stato con loro ad ogni gara per aiutarli e augurare buona fortuna ai loro piloti. Tutto questo sostegno mi ha dato ancor più motivazione in vista del mio ritorno. A fine stagione, abbiamo deciso di continuare insieme e di ricominciare dalla R3 Cup, affinché potessi riprendere il ritmo delle gare.

 

I tuoi genitori erano contrari?

All’inizio erano titubanti, e lo ero anch’io, ma col passare dei mesi abbiamo capito cos’era meglio fare.  I miei genitori hanno realizzato che le moto sono la mia più grande passione e che voglio farlo per tutta la vita, quindi mi hanno lasciato libero di decidere…E quindi eccomi qua!

 

Come ti ha cambiato quell’evento?

Sono cresciuto molto come pilota e come persona. All’inizio l’ho vissuto molto male, ma grazie a ciò ho iniziato a capire molte più cose e mi sono reso conto di cosa mi servisse nella vita. Da quel momento ho cercato sempre di migliorarmi e di portare avanti il mio motto “Still I rise”. In più, grazie anche a tante persone mi sono reso conto della mia forza, perché so che al mio posto molti altri piloti si sarebbero fermati. Spero che la mia storia sia di insegnamento per i giovani che si trovano in una situazione simile a quella che ho vissuto.

 

Giacomo Donadio
Insieme a Carlo Facchini, titolare del team GradaraCorse.

 

A inizio 2020 eri molto carico per il tuo ritorno in pista, ma poi è arrivata l’emergenza Coronavirus con conseguente lockdown. Come hai vissuto quel periodo?

È stato un bene. Non ero ancora al 100% dopo l’incidente e questo stop mi ha aiutato ad allenarmi e a concentrarmi ancor di più in vista del primo round. Avrei comunque avuto poche possibilità di allenarmi in pista, quindi per me non è cambiato molto. Ho visto il bicchiere mezzo pieno, come ho sempre fatto nella vita.

 

Che obiettivo ti sei dato per questa stagione?

Il weekend di Misano è andato benissimo e tutte le prossime gare del trofeo si svolgeranno al Mugello, sul mio circuito di casa, quindi le aspettative sono ovviamente più alte. In più, nei test che abbiamo fatto lì ho eguagliato la pole del 2019, quindi sono ancora più carico. I miei obiettivi sono finire tutte le gare a punti, farmi vedere ed essere sempre nella top 5.

 

C’è la possibilità di vederti anche al CIV?

No, per adesso mi concentro sulla R3 Cup. Se tutto va bene, però, potrei tornare al CIV nel 2021…Vedremo!

 

In conclusione, c’è qualcuno che vuoi ringraziare?

Ringrazio molto i miei genitori. In particolare, mio padre è un esempio perfetto di “Still I Rise” ed è stato fantastico vedere la sua passione e concentrazione nella ricerca di opportunità per farmi correre. Non c’è niente che possa fare per ripagarlo dei suoi sforzi. In secondo luogo, voglio ringraziare Carlo Facchini e tutti i ragazzi del team GradaraCorse, che mi hanno incitato a tornare. Inoltre, sono grato al mio preparatore atletico Gennaro Oriente, che mi aiuta affinché possa raggiungere i migliori risultati.

 

Palmen in Motorradsport ringrazia Giacomo Donadio per la grande disponibilità e le emozioni che ha regalato. In bocca al lupo per le prossime gare e per il futuro, campione!

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