“Chi c’è dietro?” #1 – Daniele Piagnerelli e il lavoro in hospitality

Daniele Piagnerelli Tom Sykes
Daniele insieme a Tom Sykes.

Il motociclismo, si sa, non è fatto solo di moto e piloti. Dietro a tutto lo spettacolo che vediamo c’è infatti il lavoro di migliaia e migliaia di persone, che con i loro sforzi e la loro grande passione fanno sì che questo sport vada avanti e funzioni per il meglio. Persone le cui storie meritano spazio, ed è per questo che Palmen in Motorradsport inaugura la rubrica “Chi c’è dietro?”, con la quale conoscere e far conoscere storie di addetti ai lavori.

Tra i posti più gettonati nel paddock ci sono le hospitality, dove piloti, meccanici e non solo si ritrovano per godersi un buon pasto e un momento di relax. Ed è proprio dal titolare di una hospitality che partiamo con questa rubrica, il cui primo protagonista si chiama Daniele Piagnerelli.

 

Ciao, Daniele! Cosa puoi dire del tuo lavoro nel paddock?

“Sono il titolare e cuoco di una hospitality che lavora nel CIV, nella Coppa Italia e nei Trofei Motoestate, a seconda dei contratti e della disponibilità. Inoltre, nei weekend non concomitanti con questi campionati lavoro nel Mondiale Superbike per il team Kawasaki Puccetti Racing, a cui do una mano nel montaggio e smontaggio della loro hospitality e anche per aiuto cucina e pulizie. Diamo a ospiti, team, meccanici e quant’altro un posto dove rilassarsi e mangiare, a detta loro molto bene, e dove in generale si può rifiatare durante un weekend di gara.”

 

Da quanto tempo sei in questo ambiente?

“Sono nell’ambiente dal 2011 e più esattamente dal round del Mondiale Superbike a Donington di quell’anno. Quella è stata una delle esperienze più belle della mia vita, di cui ricordo anche i 2000 km fatti in macchina per arrivare in circuito…Nel 2015 mi ero preso un anno di pausa, poiché mi ero stancato di viaggiare in continuazione, ma il richiamo era troppo forte e quando mi si è ripresentata un’offerta per l’anno dopo non ho esitato ad accettare e tornare. Quindi dal 2011, escludendo quell’anno, sono sempre nel paddock tra CIV, Superbike, Coppa Italia e Motoestate e inoltre nel 2021 ho lavorato occasionalmente anche in MotoGP. Per me lavorare in questo ambiente è come una droga a cui non posso rinunciare, e nel tempo ho conosciuto tanta gente tra meccanici, team manager e piloti. Con alcuni di loro sono ancora in contatto e anche questo fa molto piacere.”

 

Daniele Piagnerelli Francesca Tonazzini
Daniele e Francesca, la sua ragazza.

 

Qual è l’aspetto che ti piace di più del tuo lavoro? E quello che gradisci di meno?

“L’aspetto che mi piace di più del mio lavoro, anche se sono “solo” un cuoco e non un pilota, è il fatto che piloti, meccanici e il resto del team apprezzano quello che fai. È sempre una grande soddisfazione quando gli dai un posto conviviale dove stare e loro ti ringraziano molto per come vengono trattati, per come mangiano e per l’ambiente molto familiare. Sperimentare nuovi piatti, vedere la gente contenta mentre mangia…È bellissimo!
L’aspetto meno bello è invece rappresentato dai vari imprevisti che possono capitare. Un esempio è quando mandi gli ordini ai fornitori e questi non consegnano in tempo, perché quando succede bisogna comprare quello che manca in circuito, con una spesa non indifferente. Un altro esempio è quando una volta, nel 2019, non sapevo dove era il mio camion e non riuscivo a rintracciare né il camionista, né il ragazzo che era con lui. Cos’è successo? Sono entrati i ladri in cabina, loro non avevano niente e io sono rimasto sette ore nel paddock di Magny-Cours senza sapere nulla del camion…”

 

Hai qualche aneddoto divertente da raccontare?

“Ce ne sono tantissimi, anche perché in undici anni si vedono tante cose e persone. Un aneddoto carino risale al round di Jerez del 2019, primo anno in cui ho lavorato insieme alla mia ragazza. Alex De Angelis era presente come coach di Federico Fuligni e il giovedì è entrato nella hospitality per chiedermi se poteva cambiarsi la maglietta sulle scale. Io gli ho detto che poteva farlo senza problemi e poi la mia ragazza mi ha chiesto chi fosse, al che gli ho detto: ‘Ma come? Non lo conosci? È Alex…’. Lei continuava a non capire e allora le ho detto che era appunto Alex De Angelis, e lui ha reagito scherzosamente: ‘Allora se non mi riconosci non ti rispondo più’. Per due o tre gare lui l’ha ignorata per davvero e lei pensava che si fosse offeso, quando invece la stava prendendo in giro per quella storia. La mia ragazza non conosceva un granché i piloti e quindi mi divertivo a farle fare brutte figure come quella (ride). 
Un altro aneddoto è quando nel 2016 Jules Cluzel ha preso una salsiccia e ha detto a Hikari Okubo: ‘Guarda, questo è il tuo …’. E tutti a ridere…”

 

E infine, chi vorresti ringraziare per l’opportunità che hai avuto?

“Voglio ringraziare prima di tutto la cognata del titolare del ristorante dove lavoravo, perché un giorno mi ha detto: “Voglio fare un’hospitality e lavorare nelle gare di motociclismo. Sei interessato?”. Io, da appassionatissimo di moto, non ci ho pensato due volte ad accettare…È merito loro se sono entrato nell’ambiente e ho avuto modo di scoprire questo mondo dall’interno, arrivando così a conoscere tante persone e a capire sempre più cose. 
Ringrazio poi la mia ragazza Francesca, perché è stata il mio braccio destro da quando nel 2017 ho acquistato la hospitality dove lavoravo, diventandone così il titolare, e ha lavorato al mio fianco fino a luglio di quest’anno (prima della nascita del figlio Federico, avvenuta a fine agosto, ndr). Tra l’altro gestivamo una hospitality anche nel Mondiale Superbike, salvo rinunciare dopo il 2019 per i costi e le conseguenze della pandemia di COVID-19. Con lei ho vissuto veramente tante belle esperienze, come quando nel 2019 siamo andati a Donington in macchina, ed è stato molto importante averla al mio fianco nel mio lavoro.”

 

Palmen in Motorradsport ringrazia sentitamente Daniele Piagnerelli per la disponibilità e gli augura il meglio per il suo lavoro nel paddock, oltre che per la nuova avventura da padre di Federico.

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