Alessandro Tonucci parla del suo impegno per i giovani piloti

Alessandro Tonucci
Alessandro insieme a Noah Dettwiler, pilota della European Talent Cup.

Dal 2017, suo primo anno da ex-pilota, Alessandro Tonucci segue da direttore sportivo e team manager diversi giovani talenti impegnati nel CIV e nel CEV, a cui trasmette un’esperienza frutto anche di cinque stagioni e mezzo nel Motomondiale tra 125cc, Moto3 e Moto2.

Terzo classificato al GP del Giappone 2012 in Moto3, Alessandro Tonucci è team manager e direttore sportivo del Team MTA nella European Talent Cup (parte del FIM CEV Repsol) e dei team Leopard Junior Italia e M&M Management nel CIV Moto3, oltre a seguire i piloti del team M&M anche nel CIV PreMoto3. “Tonu”, che vanta anche un secondo posto al Campionato Europeo 125GP in prova unica nel 2009, ha già ottenuto diverse soddisfazioni anche in questa veste e la stagione 2019 lo vede seguire ben otto piloti (a tratti nove) tra Italia e Spagna.

La stagione 2019, la sua vita da team manager e qualche ricordo degli anni nel Motomondiale sono gli argomenti dell’intervista di Palmen in Motorradsport ad Alessandro Tonucci.

 

L’intervista

 

Quest’anno segui tanti piloti tra CIV Moto3 e PreMoto3 e European Talent Cup. Come giudichi per ora la stagione 2019?

L’impegno di seguire tre strutture diverse tra Italia e Spagna mi fa sentire realizzato, ma allo stesso tempo è molto impegnativo. Ad oggi, le aspettative sono state soddisfatte in parte. Ogni pilota ha una situazione a sé e per ognuno c’è un obiettivo diverso. Dobbiamo cercare di raggiungere il target di ciascuno di loro entro la fine della stagione.

 

Quali sono gli obiettivi per ciascun pilota?

Per quanto riguarda il team Leopard Italia, con Joel Kelso l’obiettivo è quello di ritrovare la totale fiducia in sé stesso dopo un inizio travagliato (quattro ritiri nelle prime quattro gare, ndr) e giocarsi la vittoria. Con Matteo Ripamonti, invece, dovremmo consolidare quello che ha imparato l’anno scorso (quando è cresciuto fino a ottenere un quinto posto, ndr) e che quest anno non è ancora riuscito a far rivedere. Dobbiamo metterlo nella condizione di stare almeno vicino alla top 5.

 

Alessandro Tonucci Leopard Racing
Alessandro con Matteo Ripamonti. Credit: Luca Gorini.

 

Nel team M&M Management in Moto3, Francesco “Paco” Prioli deve fare esperienza. Viene dalla Supersport 300, categoria che richiede uno stile di guida molto diverso, e non è facile andare forte subito. Nell’altro lato del box, con Nikolas Marfurt dobbiamo concludere la stagione nel migliore dei modi, perché il ragazzo va molto forte e va cresciuto con metodo. Nei primi tre round ha corso anche Francesco Mongiardo, con cui però non siamo riusciti ad andare oltre. A tal proposito, auguro a lui il meglio per il suo futuro.

Sempre nel team M&M, ma in PreMoto3, considero Cristian Lolli la vera sorpresa della stagione: per l’esperienza minima con cui si è presentato al primo test, non avrei mai detto che potesse arrivare cosi velocemente alla top-5. Davide Cangelosi, invece, dimostra sempre di essere veloce e secondo me è pronto per il salto alla Moto3. Speriamo di concludere bene la stagione con entrambi.

In conclusione, per i piloti della European Talent Cup, Tommaso Cavadini è molto veloce, ma sta soffrendo un po’ il livello del campionato e la sua statura. In ogni caso, sono convinto che col suo stile di guida possa regalarci qualche sorpresa da qui alla fine della stagione. Noah Dettwiler, invece, è un giovanissimo pilota con tanta voglia di arrivare e a mio avviso, ha tutte le carte in regola per poterlo fare. In tante occasioni ha dimostrato di poter stare coi primi e ora dobbiamo solo concretizzare il suo potenziale in uno dei weekend di gara rimasti.

 

Cosa ti ha colpito di questi piloti? 

Sicuramente hanno tutti molto talento e ciascuno, a suo modo, può togliersi diverse soddisfazioni e farci divertire. Di alcuni mi colpisce il metodo di lavoro molto preciso, di altri la capacità di riuscire ad andare forte istintivamente. Bisognerebbe trovare un equilibrio tra le due doti e questo è il compito più difficile per un team manager o direttore sportivo.

 

Dal tuo punto di vista, quali differenze ci sono tra CIV e CEV? 

Il CIV ha formato diversi piloti italiani che ora stanno facendo bene anche nel Mondiale. Ad oggi, però, il CEV è ancora uno scalino sopra, partendo dal fatto che prove e gare hanno la stessa durata che hanno nel Mondiale, mentre al CIV le distanze continuano a essere più corte. È anche vero che il CEV non è un campionato nazionale, ma un Mondiale Junior a tutti gli effetti, quindi a volte è difficile paragonarli.

 

M&M Management
Il team M&M Management Moto3 al Mugello. Piloti: Francesco Mongiardo (n. 49, poi sostituito) e Francesco Prioli (n. 14).

 

Sei soddisfatto di com’è andata finora la tua carriera da team manager? C’è un pilota con cui ti è piaciuto particolarmente lavorare?

Sicuramente mi ricorderò sempre la mia prima gara da team manager, quando siamo partiti in pole e abbiamo vinto Gara 1 con Edoardo Sintoni a Imola. Poi, tra i piloti che mi hanno davvero lasciato il segno sotto tanti aspetti, mi sento di dire che Ryusei Yamanaka (pilota del Team MTA in alcune gare del CEV 2018, ndr) è ad oggi il pilota più completo con cui abbia mai lavorato. I piloti di quest’anno stanno crescendo e hanno tutti molto talento, ora dobbiamo indirizzare ognuno di loro al meglio per sfruttarne le qualità.

 

Parlando invece di quando TU sei stato pilota, come giudichi in generale la tua carriera?

Finché mi sono divertito sono andato forte, anche se con alti e bassi. Poi, lo sappiamo, in questo ambiente ci sono diverse variabili…Quando non mi sono sentito più all’altezza, ho preferito fermarmi e dedicare la mia vita a qualcosa di inerente alle moto, ma che potesse essere più fruttuoso per il mio futuro.

 

Riesci a ricordare le sensazioni che ti ha fatto provare il podio di Motegi 2012, nell’immediato e successivamente?

Nell’immediato pensavo di aver fatto una cosa normalissima, per la naturalezza con cui mi venivano le cose in quel weekend. Successivamente, col passare dei giorni, i tanti complimenti ricevuti da piloti del Motomondiale mi hanno fatto capire che avevo compiuto una bella impresa, che non si aspettava nessuno. Ammetto che mi è dispiaciuto non riuscire a replicarmi nelle gare seguenti. Sono sicuro che in condizioni ottimali, come quelle in cui ero a fine 2012, avrei potuto fare altri risultati simili.

 

Alessandro Tonucci MotoGP
Alessandro Tonucci sul podio a Motegi nel 2012.

 

Gli anni nel Motomondiale ti hanno dato tanta esperienza, che trasmetti nella veste che ricopri ora. Quali sono i consigli che dai più spesso ai giovani?

Sicuramente il consiglio principale è quello di non abbattersi mai. Tante volte ho pensato di mollare, ma alla fine mi sono tirato su e sono riuscito a tornare a divertirmi e a giocarmi le gare. A volte vedo giovani piloti nei campionati nazionali prendere questo sport come un peso. Secondo me, invece, a quei livelli il motociclismo andrebbe preso come un divertimento, attraverso il quale si vede se tale sport può diventare o meno una professione. Al Mondiale ci sono diverse pressioni da gestire, in realtà, quindi consiglio sempre di divertirsi e capire se davvero questo sport appassiona il pilota al punto da volerne fare uno stile di vita. In ogni caso deve essere il pilota a volerlo, e non un genitore che lo sogna al suo posto…

 

Ti piacerebbe, un giorno, ricoprire il ruolo di team manager nel Motomondiale?

Certamente, così come è accaduto quando ero pilota, mi piacerebbe arrivare lì anche da team manager. Credo che una persona voglia sempre arrivare al top, qualunque sia il settore, e per quanto mi riguarda dico “mai dire mai”.

 

In conclusione, la tua carriera da pilota si è conclusa definitivamente o c’è la possibilità, anche piccola, di rivederti in sella?

Al momento ho tanti impegni sia nel motorsport che fuori (lavora nello studio contabile di suo padre, ndr) e mi trovo molto bene. Pertanto, mi sento di poter dire che, realisticamente, la mia carriera da pilota è definitivamente terminata.

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